
E' nel cuore della Belle Époque che nasce il Portofino Kulm, sogno di Sebastiano Gaggini,
erede di una famiglia originaria del Canton Ticino dedita da secoli alla commercializzazione e alla lavorazione
del marmo in tutte le sue forme: tanto che quando nasceva qualcuno con particolare talento lo si faceva studiare
perchè diventasse un artista (i Gaggini a Genova realizzarono alcuni portali a San Matteo e in Campetto, così
come l'altare di San Giovanni Battista nel Duomo di San Lorenzo e un altro, allievo della scuola del Canova,
scolpì l'angelo della musica sul teatro Carlo Felice).
Il sogno si realizza in cima al Monte di Portofino, un'altura di 640 metri sul livello del mare che fin dal
Seicento ospitava processioni di ringraziamento a San Prospero, al quale gli abitanti di camogli si erano
rivolti per evitare la peste che aveva colpito i centri vicini.
Un monte coperto da una vegetazione ricca di varietà botaniche senza eguali a contorno di decine di sentieri
che portano fino al mare.
Sebastiano Gaggini, superati indenne un crack finanziario nel 1888 a Parigi dove faceva l'operatore di Borsa,
a fine Ottocento decide di realizzare qui "qualcosa di unico e irripetibile" come dice lui stesso, "un luogo
che sia al tempo stesso una meta turistica e un grande albergo".
Trasferitosi da qualche anno nella villa appartenuta a Goffredo Mameli a Polanesi, durante le lunghe gite sul
monte di Portofino si stanca parecchio, allora decide di realizzare in cima al monte un posto dove riposarsi e
dal quale guardare il panorama.
Il cantiere per la realizzazione di quello che sarà il Portofino Kulm (nome deciso dallo stesso Gaggini in
concorrenza con il prestigioso "Rihi Kulm" sul Lago dei Quattro Cantoni) si apre nel 1903, mentre due anni più
tardi è già pronta la strada da Ruta e si costruisce sulla vetta uno "chalet" con una sala degli specchi
deformanti fatti arrivare apposta da Parigi che diventa subito una divertente attrattiva per i Genovesi.
E non solo, perchè sul finire dell'estate successiva una delegazione di giornalisti stranieri in visita a Genova
viene ospitata dal cavalier Gaggini al Portofino Kulm.
Di qui può osservare, grazie a tre potenti cannocchiali, l'attività dei pescatori in mare, mentre la sosta
degli ospiti viene allietata da una rappresentazione cinematografica e addirittura dalla "riproduzione di pezzi
d'opera grazie a un fotografo meccanico ricco di oltre mille pezzi musicali, capace di fornire audizioni
a più di venti persone contemporaneamente", come riporta il Caffaro del 28 settembre 1906.