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Camogli

Nel verdissimo anfiteatro naturale, tra gli ulivi e pini marittimi del Golfo Paradiso, nasce l’antico borgo marinaro di Camogli. Soprannominata “Citta' dei Mille Bianchi Velieri”, Camogli e' rimasto essenzialmente intatto dall’epoca in cui i suoi comandanti salpavano dal porticciolo alla conquista di mari lontani.

Il centro storico, con la chiesa parrocchiale, il Castel Dragone e le alte case decorate si sviluppa intorno al porticciolo, ancora movimentato dall’attivita' peschereccia, come testimoniano i numerosi gozzi colorati che dondolano vicino alle piccole barche e attrezzature che servono per gestire la tonnara, l’unica rimasta nel Mar Ligure.

La terrazza del castello offre un’incantevole vista sul porto e sui “carruggi”, i vicoli stretti del borgo. Proprio nei “carruggi” intorno al porticciolo si incontra spesso l’immagine della Vergine che i camoglini, nei secoli, hanno sempre invocato per proteggere i loro pescatori lontani.

La Basilica di Santa Maria Assunta, il cui sagrato offre uno splendido esempio della tecnica del “risseu”, o disegno geometrico formato dai sassi bianchi e grigi raccolti sulla spiaggia, usata spesso nei borghi di mare, e' il piu' imponente degli edifici religiosi, che comprendono anche l’Oratorio dei Santi Prospero e Caterina, il Monastero di San Prospero dei Padri Benedettini Olivetani, la Cappella di Sant’Anna i il Santuario di Nostra Signora del Boschetto.

Dal porticciolo ha inizio la passeggiata a mare, Via Garibaldi, con i suoi caratteristici bar e ristoranti dove sostare per sorseggiare un caffe', assaggiare la focaccia o gustare i piatti tipici della cucina ligure in compagnia della poesia del mare.

Le bellezze naturali del mare sono una grande attrazione per coloro che amano immergersi per esplorare lo straordinario paesaggio marino del promontorio di Portofino, oggi conservato grazie alla creazione dell’Area Marina Protetta.
Il ricco folklore del borgo si manifesta soprattutto nelle feste tradizionali, come la Sagra del Pesce, dedicata a San Fortunato Martire, patrono dei pescatori, che si tiene nel secondo weekend di maggio. Le festivita' iniziano il sabato, con la processione religiosa e l’accensione dei falo', mentre il protagonista della domenica e' il famoso “padellone”, una padella gigantesca dal diametro di quattro metri, dove si friggono i pesciolini che vengono offerti gratuitamente ai visitatori.

- Società Capitani e Macchinisti navali Camogli

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Sopra l'abitato di Camogli si vede una massiccia costruzione: e' il monastero dei frati benedettini olivetani di S.Prospero, fondato nel 1880. Sulla facciata esterna e' murata la sacra pietra sulla quale S.Prospero, vescovo di Tarragona in viaggio verso Roma, poggio' il capo e mori'. Nella biblioteca del monastero si possono ammirare pregevoli pergamene.
Dalla piazza si ha un bellissimo panorama del centro storico di Camogli.

Da Camogli, dirigendosi verso Ruta si incontra il Santuario del Boschetto.
Luogo sacro, caro ai Camoglini per l'apparizione della Vergine nel lontano 1518. La Madonna, secondo le testimonianze, si manifesto' ad una pastorella di 12 anni alla quale espresse il desiderio di veder sorgere in quel luogo una cappella.
Nel chiostro dell'odierno santuario si puo' ammirare una raccolta di quadri votivi, significativi della devozione dei marinai di Camogli verso Nostra Signora del Boschetto. Ogni anno, il Venerdi' Santo, viene organizzata una processione con l'arca della Madonna dal santuario alla basilica.

Ruta si incontra risalendo da Camogli il lato occidentale del promontorio di Portofino, fra boschi di pini e castagni, a circa trecento metri sul mare. Da qui partono le escursioni sul promontorio di Portofino in direzione Portofino vetta e San Rocco.
La frazione (dove nel 1886 soggiorno' Friederich Nietzsche) e' composta da ville e case sparse lungo i pendii.
Nella chiesa parrocchiale dedicata a San Michele e' custodita la “Madonna col Bambino”, piccola scultura marmorea degli Schiaffino, e nel presbiterio, “Crocifissione” e “Immacolata”, due tele barocche di scuola genovese.

San Rocco e' il limite oltre il quale non possono accedere i mezzi a motore, ma e' anche raggiungibile a piedi percorrendo il sentiero panoramico che lo congiunge con Ruta, oppure attraverso uno dei sentieri pedonali che lo uniscono a Camogli e alle altre localita' del promontorio.
La chiesa di San Rocco si trova in una piccola piazza che offre una vista stupenda sul Golfo Paradiso. La chiesa, dedicata alla Madonna della Salute, e' stata edificata nel 1863. L’interno e' dominato da una grande cornice marmorea opera di Bernardo Schiaffino, che racchiude la tela "Madonna della Salute" di Carlo Dolci.
Ogni anno, in occasione della festa del santo, il 16 agosto, a S.Rocco vengono assegnati riconoscimenti ai cani piu' fedeli e alle persone che si sono distinte per il loro amore per gli animali.

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Il nome di Camogli si fa risalire a diversi origini: “Ca' a muggi” (case a mucchi, riferendosi alle case alte addossate del borgo) o “Ca' de mogee” (case delle mogli, dei pescatori in attesa del ritorno del marito). Piu' accreditate e meno fantasiose, sono quelle che fanno derivare il nome da “Camulio” o “Camulo”, nome attribuito a Marte dai Sabini ed Etruschi o da Camolio, divinita' solare gallo-celtica. Nel 1877 Camogli, per decreto del Re Vittorio Emanuele II, diventa' Citta' e acquisisce il diritto di utilizzare lo stemma araldico, che viene cosi' descritto: “e' d’azzurro, alla nava antica, a tre vele latine, vogante sopra il mare di verde fluttuoso argento, verso una torre d’oro”

Camogli ha origini preistoriche. Lo testimoniano tre capanne del XIII e XII secolo A.C. In un testo medioevale Camogli compare come “Villa Camuli” ed e' dal Medioevo in poi che compare piu' frequentemente nelle cronache genovesi. Nel XVI secolo, sotto la minaccia delle scorrerie del corsaro turco Dragut, Camogli si unisce piu' strettamente a Genova. La citta' viene fortificata e il porto completato nel 1624.

Dopo la battaglia di Abukir (1798), nella quale la flotta ligure, utilizzata da Napoleone, e' andata distrutta, gli armatori camogliesi investono capitali nalla costruzione di velieri mercantili, arrivano a disporre di una flotta pari al doppio di quella dell’allora porto di Amburgo. Da qui la necessita' di proteggere l’armamento camogliese e, nel 1852, Niccolo' Schiaffino fonda la Mutua Assicurazione Marittima Camogliese, prima del genere al mondo, che garantisce il risarcimento dei danni nel caso dell’affondamento di un veliero. La societa', il cui motto e' “tutti per uno, uno per tutti,” nel 1856 conta 580 imbarcazioni iscritte e restera' in vita fino al 1888.

La fine del XIX secolo segna l’avvento della navigazione a vapore e le attivita' tradizionali della marineria camogliese diventano, di conseguenza, a destinazione turistica.

Nel Civico Museo Navale sono raccolti cimeli, quadri, modellini, strumenti navali, ex-voto donati dalle famiglie della citta'.

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contatti

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Via Bernardo Gaggini, 23 - Portofino Vetta
16032, Camogli, (GE) Italy - Come arrivare
Tel +39 0185-7361 | Fax +39 0185-776622
Email: kulm@portofinokulm.it